Erbazzone… e ricordi lontani

30 Marzo 2016appetitosando

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Questo post è nostalgico, mi riporta ad una ventina d’anni fa.
Avevo finalmente installato a casa la connessione internet grazie a uno di quei primi rudimentali modem 56Kb che all’epoca sembravano magici e supersonici. Con la connessione sottomano inizio ad affacciarmi a qualche canale di chat di quelle tranquille, con poche persone e discussioni a tema. Conosco così, virtualmente, un po’ di gente da varie parti d’Italia: Lombardia, Sardegna, Basilicata, Emilia Romagna, Campania. Il bello è che le persone che “becco online” non le trovo un giorno solo, ma anche il giorno dopo, e quello dopo ancora, e il successivo e avanti così.

Ci parliamo, sempre noi, sempre quelli, sempre al solito posto ma la discussione non resta confinata al tema del canale. Iniziamo con le chiacchierate personali in chat privata. Oggi, domani, dopodomani e così via. Qualcuno direbbe: una droga, una dipendenza ma anche un pericolo perché non sai mai chi c’è dietro a un nickname, potrebbe essere chiunque, dovunque, raccontare chissà-che per arrivare a chissà-cosa, ma ho vent’anni, la testa sulle spalle e un fiuto che non sbaglia. Si va avanti così, parlandoci quasi ogni giorno per un anno, un anno intero! Ci scambiamo infine i numeri di cellulare e decidiamo in gruppetto, non troppo numeroso, di incontrarci dal vivo qui a Roma. Io faccio gli onori di casa e vado ad attenderli tutti alla stazione. L’incontro è emozionante, pazzesco. La serata piacevolissima. Non finisce tutto lì. Le nostre conversazioni continuano negli anni successivi tanto che ci rivediamo più volte a Reggio Emilia, a Milano.
Oggi di alcune di queste persone ho perso le tracce, altri li ho ritrovati di recente su Facebook. Una persona però ho continuato a sentirla in tutti gli anni a venire, una ventina… mese più mese meno. In alcuni anni magari ci sono stati solo gli auguri di Natale e di compleanno, ma il pensiero, quello sì, è sempre rimasto connesso. Questo post è dedicato a questa persona, al mio amico Jonathan.
L’erbazzone me l’ha “presentato” lui a Reggio Emilia quando sono andata a trovarlo la prima volta. Non lo avevo mai visto né mangiato prima e ricordo che mi fece una strana impressione vederlo nei bar vicino alle briosche alla crema. Non ho voluto assaggiarlo, non so bene perché… Ho aspettato vent’anni per decidermi a farlo e preparandolo con le mie mani.
Mentre lo preparavo pensavo a Joe e quasi me lo immaginavo che mi diceva: “Ma che ne sa una romana di come si fa l’erbazzone?!”. Allora gli ho mandato la foto dicendogli, “Ehi Joe, guarda un po’ cosa ho fatto!” e lui di tutta risposta ha commentato: “…sembra buono”.
Sembra??? No, Joe… E’ buono! Buonissimo!!!
Sicuramente la ricetta non sarà quella ufficiale o quella che Joe preferisce ma sono certa che sarebbe piaciuto anche a lui. Anzi, la prossima volta che vado a trovarlo quasi quasi glielo porto per farglielo assaggiare.
Per te va bene, Joe? 🙂
 
ERBAZZONE
– – – Per la pasta – – –
450 g di farina
100-120 g di burro
acqua tiepida q.b.
sale q.b.
– – – Per il ripieno – – –
600 g di spinaci
600 g di bieta
4-5 fettine sottili di lardo
1 spicchio d’aglio
1 uovo
parmigiano reggiano grattugiato q.b.
noce moscata q.b.
olio e.v.o.
sale
 
– – – Procedimento – – –
Preparate la pasta impastando la farina, con un pizzico di sale, con il burro e aggiungendo acqua tiepida poco alla volta quel tanto che basta per ottenere un impasto liscio. Date alla pasta una forma di palla schiacciata, avvolgetela con la pellicola e fate riposare per almeno mezz’ora.
Lavate e pulite gli spinaci e la bieta. Metteteli in un tegame antiaderente largo con solo pochissima acqua e fateli appassire. Scolateli e fate raffreddare bene. Se volete mantenere il colore vivo, raffreddateli immediatamente in una ciotola con acqua e ghiaccio. Fate scolare, strizzate le verdure e tagliatele al coltello. Ripassate le verdure in padella con un po’ d’olio, lo spicchio d’aglio e il lardo tagliato a striscioline aggiustando di sale. Eliminate l’aglio, fate raffreddare e poi in una ciotola mescolate le verdure con il parmigiano e la noce moscata.
Stendete la pasta con un mattarello in una sfoglia piuttosto sottile. Ricavatene due rettangoli. Ponete il primo su una teglia imburrata e infarinata, bucate la pasta con una forchetta e disponete sopra il ripieno livellandolo bene su tutta la superficie. Ricoprite con il secondo rettangolo di pasta. Sigillate i bordi, spennellate con l’uovo, bucherellate con una forchetta anche lo strato superiore e cuocete in forno già caldo a 200° per 25-30 minuti.

 

2 Comments

  • paola

    30 Marzo 2016 at 20:56

    questa torta salata tipica dell’Emilia ancora non l’ho mai prepraraa,grazie,chje bello ritornare indietro anche se fa malinconia è piacevole avere qualcosa che ti porta indietro nel tempo,un abbraccio

    1. appetitosando

      2 Maggio 2016 at 15:08

      Paola sono certa che ti piacerà! E poi è facile da preparare!!! La prossima volta proverò una versione un po’ più “light” con l’olio al posto del burro e senza il lardo 😀
      P.S. Perdonami se rispondo dopo così tanto tempo… Tanti baci!

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